I grandi giornali non sembra si siano accorti della novità di questa operazione che tante forze della sinistra torinese hanno realizzato con la candidatura a Sindaco di Torino del sottoscritto (il “primo miracolo”, l’ho definito), o se ne sono accorti ma forse ritengono sia cosa da trascurare. Molti invece dei “piccoli” fogli, elettronici e cartacei, ci hanno dato spazio, e li ringrazio tutti, per aver fatto bene il loro mestiere… E naturalmente “il Manifesto” (per fortuna esiste!).

Il nostro GRAZIE dunque va alle persone e alle testate qui sotto elencate (spero di non fare involontarie omissioni):Francesca Aimo, Torino today; Anticapitalista.org, Redazione; Iltorinese.it, Redazione; Vanni Caratto, Tg3 Piemonte; Cinzia Gatti, Torinoggi.it; Adele Palumbo, Cronacaqui; Mauro Ravarino, il manifesto; Elisabetta Rosso, Futura news; Nuova Società, Redazione; LoSpiffero.com, Redazione; Torinocronaca, Redazione.Il nostro cammino è dunque incominciato. Sicuramente commetteremo errori. Inciamperemo, forse ci faremo male, ma andremo avanti fino in fondo. E per evitare di ampliare la gamma degli errori ribadisco che sono e siamo qui per ascoltare, come ho annunciato fin da subito, le mie parole d’ordine saranno: ascolto e trasparenza.

E intanto devo dire un grazie accorato e partecipe al migliaio di persone che, commentando il post con l’annuncio della mia “discesa in campo”, hanno avuto parole di incoraggiamento, spesso fin troppo lusinghiere. Che votino o no a Torino, in fondo è secondario. Noi stiamo lanciando un messaggio che bisognerebbe fosse raccolto dappertutto nel Paese. Riprovare a unire le sinistre (“quelle vere”, mi ha scritto qualcuno ringraziandomi), facendo capire che il PD non ha più nulla che possa farlo assimilare a quel campo. E che ormai la differenza con le forze di destra dichiarata è residuale, e comunque di forma non di sostanza, di lessico ma non di orientamenti politici.

E il Movimento 5 Stelle, meteora che sta clamorosamente precipitando nel fango dove giacciono i politicanti che loro volevano contestare (e ora ci vanno a braccetto), non è ormai che un’appendice rumorosa quanto politicamente inconsistente di un orribile “mucchio selvaggio”. E se gli amici di Facebook che non votano a Torino credono nel nostro progetto chiedo loro da una parte di diffondere questa rinnovata esigenza di rinascita e unità, in giro per la Penisola; e dall’altro, se vogliono aiutarci, sarà sufficiente che ciascuna di loro si faccia portavoce con conoscenti e amici e compagni che risiedono e votano sotto la Mole, per farci dare il loro suffragio. E ci aiuti a realizzare il secondo, più importante, “miracolo”: riportare la Sinistra al governo della Città. Torino, per la sua storia straordinaria, per i suoi tratti sociali, per le sue potenzialità culturali, non merita di essere preda di fondazioni bancarie, di circoli oligarchici, di amministratori dalle dubbie competenze, e spessissimo di basso, talora infimo livello culturale. La politica è una “nobile arte”, e va praticata in modo eticamente fondato, e con un robusto sostrato culturale, che deve essere innanzitutto fondato sulla conoscenza della storia.

Questa, almeno, la mia idea di politica. E su tale idea vado avanti, con chi mi vorrà accompagnare. E credo anche che si possa essere “di sinistra” soltanto se si conosce la storia, che è appunto, sempre, lotta di classe, scontro fra oppressi e oppressori, tra sfruttati e srfuttatori. E soltanto se si nutre un po’ di fiducia nel futuro si può essere di sinistra, una fiducia che può sovente rasentare l’utopismo; ma non è forse necessaria l’utopia se siamo scontenti del mondo così com’è? Se auspichiamo un mondo nuovo, non importa se a Torino o Napoli, se in Italia o nel vasto mondo, non possiamo che scegliere gli ideali della sinistra, che possono anche essere riassunti così: è di sinistra chi crede che l’umanità possa migliorare, che la società possa e debba cambiare, che l’ingiustizia possa e debba essere sconfitta; è di destra chi invece afferma il contrario, magari non credendoci fino in fondo, ma sostenendo a spada tratta l’immutabilità del sistema, e dello stesso essere umano. Insomma credere o non credere nel progresso. Io con i miei compagni di viaggio scommetto sulla necessità e possibilità di cambiare le cose, e in fondo mosso dalla fiducia nell’essere umano, nella sua capacità di progredire, e di prendere a cuore la terra e l’umanità.

A questo mira la “rivoluzione gentile”, che voglio realizzare a Torino, una rivoluzione eticamente fondata, ricca culturalmente, finalizzata a restituire la Città ai suoi abitanti. Nel percorso che intendo compiere ho bisogno dei suggerimenti di tutte le categorie, di tutti gli ambienti, di tutte le realtà territoriali. Alcuni sono già arrivati, così come sono giunte offerte di collaborazione. Non ne rifiuteremo nessuna, e ascolteremo tutte le proposte e tutte le richieste. C’è un mondo da conoscere, e cercherò di farlo. Ho detto e ribadisco le mie parole d’ordine: ASCOLTO E TRASPARENZA.

Cominceremo presto il nostro tour nei quartieri, nelle fabbriche, nelle imprese d’ogni genere, nei mercati, nelle università e nelle scuole, nelle biblioteche e nei teatri, tra i lavoratori e tra gli inoccupati, tra i cassintegrati e i precari, tra impiegati operai professori avvocati medici infermieri, tra i ragazzi e le ragazze delle periferie.

Far rivìvere le strutture industriali abbandonate, riqualificare i tanti “buchi neri” della deindustrialilzzazione.

Non voglio salvare il “decoro” della Città, ma l’anima di Torino, la sua storia, e il suo futuro (che è fatto anche di stranieri che si integrano, come si integrarono centinaia di migliaia di uomini donne del Sud, come questo vostro Candidato Sindaco), i suoi spazi urbani – non soltanto nel centro, ma in tutte le zone –, la sua aria, i suoi prati e i suoi alberi, le sue colline, i suoi fiumi…Chi vuole starci accanto e darci una mano, segnalo che oltre alla pagina Facebook abbiamo anche ora un sito www.angelodorsisindaco.it

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